Capitolo 3 – Il Tredicesimo Sconosciuto
Mentre il cielo brillava delle nuove costellazioni, i Dodici si ritirarono nei rispettivi domini celesti, ognuno vegliando su un frammento dell’universo.
Il Regno dell’Etere respirava armonia, ma una sottile crepa lo attraversava come una nota stonata in una melodia perfetta.
Nessuno dei Guardiani lo sapeva, ma nel cuore del Cosmos, là dove la luce e il tempo si erano fusi per generare le dodici scintille coscienti… qualcosa era rimasto.
Una tredicesima scintilla, nata non dall’equilibrio, ma dal conflitto stesso. Dimenticata, ignorata, eppure viva.
La Voce oltre il Velo
Nel silenzio delle stelle, una voce sussurrò:
“Io ero lì. Io ho visto. Mentre loro brillavano, io ardevo.
Mentre loro venivano accolti… io venivo dimenticato.”
Nacque così Ofir, chiamato solo nelle antiche visioni come il Tredicesimo.
Il suo spirito era mutevole, né luce né ombra, né maschile né femminile, né futuro né passato.
Ofir era la rottura dell’ordine. La domanda mai posta. Il segno mai scritto.
Si mosse tra i flussi dell’Etere senza essere visto. Osservava i Dodici. Li conosceva. E li invidiava.
L’Inizio del Disequilibrio
Fu durante il Primo Ciclo del Tempo che i Dodici notarono i primi sussurri.
Vergine trovò formule matematiche alterate.
Cancro non riuscì più a raggiungere i sogni dei cuori più tristi.
Leone sentì il suo potere vacillare nel regno dei sovrani.
Gemelli udiva voci che non appartenevano né alla luce né all’ombra.
Bilancia, inquieta, radunò i Guardiani:
“Qualcosa sta rompendo il nostro equilibrio.
Qualcuno che non vediamo… ma che conosce ogni nostra debolezza.”
Scorpione fu il primo a sospettare:
“Una presenza dimenticata? O qualcosa che si è nascosto nel Tempo stesso?”
Solo Pesci, immersa in una visione profonda, pronunciò per la prima volta un nome perduto:
“Ofir. Il tredicesimo. Quello che venne lasciato indietro.”
La Profezia Rivelata
Nel Tempio del Cuore Cosmico, una colonna di luce si incrinò e rivelò parole incise prima dell’esistenza stessa:
“Quando i Dodici dimenticheranno, il Tredicesimo ricorderà.
E con la memoria, verrà la vendetta.”
Ofir non voleva distruggere.
Ofir voleva essere visto, essere incluso.
Ma l’assenza, alimentata da ere di solitudine, stava corrompendo la sua essenza.
Nel cuore dell’Etere, una nuova costellazione cominciò a prendere forma.
Oscura. Instabile.
Non era stata creata… stava nascendo da sola.
Il Patto delle Costellazioni era stato spezzato.
Un nuovo ciclo stava per iniziare.
E il cielo non avrebbe più avuto solo dodici segni.
Continua nel Capitolo 4 – Il Sigillo Fratturato
Vuoi che il prossimo capitolo segua uno scontro tra Ofir e uno dei Guardiani? O vuoi esplorare il passato di Ofir o la reazione degli umani alla comparsa del tredicesimo segno (come Ofiuco)?